Verdi e tecnologici. Un bel gruppo di ragazze e ragazzi che cambieranno il mondo

Verdi e tecnologici. Un bel gruppo di ragazze e ragazzi che cambieranno il mondo

11 Maggio 2021 0 Di Giorgia

Oggi per noi di VentiTrenta è stata una giornata speciale. Siamo tutti carichi e scoppiettanti di energia. “Che cosa sarà mai successo?” vi chiederete. Ve lo spiego: Micaela, Anna, Pier, Paolo e io abbiamo intervistato le ragazze e i ragazzi di due prime medie molto verdi e molto tecnologiche, e abbiamo capito subito che ci trovavamo in mezzo a una di quelle belle storie da raccontare nei nostri articoli. Un gruppo di dodicenni che collaborano fra loro e con gli altri per aiutare il pianeta: il top!
Perché i protagonisti della nostra rivista, care ventitrentiane e cari ventitrentiani (come dice Pier), siete voi! E, per fare qualcosa di importante per l’ambiente o per le altre persone, non è necessario inventare posate di alghe o andare a raccogliere rifiuti sull’Everest: basta prendersi per mano e fare un passo. E poi due, e poi tre… L’unione fa la forza, si sa, e tutti insieme possiamo compiere miracoli! Non ci credete? Sentite qui.

Facciamo un passo indietro: vi ricordate che la settimana scorsa un prof ci ha parlato del programma Eco-Schools, degli orti e della raccolta differenziata nella sua scuola? Bello, ci siamo detti, però sentiamo cosa ne pensano i ragazzi (dei grandi… fidarsi è bene, non fidarsi è meglio!).
E così, eccoci collegati con la 1a D e la 1a E della scuola media “Lucia Schiavinato” a San Donà di Piave, insieme al prof. Triolo. Ma lasciamo la parola ai ragazzi.

ORTINVISTA: il primo seme di un grande progetto


“Io adoro coltivare. Fragole, pomodori, zucchine…” dice Giorgia, che ha la fortuna di avere un nonno con un bell’orto (o un bel nonno con l’orto, come preferite). Proprio come Riccardo: “A me piace lavorare l’orto perché lo faccio con mio nonno, e lui mi fa ridere”. “Io con mia nonna raccolgo fragole, cetrioli, zucchine, ciliegie, pesche e anche angurie!” aggiunge Stefano con l’acquolina in bocca. C’è poi chi preferisce i fiori: “Durante la quarantena io e la nonna abbiamo ordinato tantissimi semi di fiori, poi li abbiamo piantati tutti!” esclama Carlotta, con uno sguardo di mille colori. “Anch’io coltivo molte verdure e curo gli alberi da frutto. Ho anche un trattore” dice Riccardo, aggiustandosi il ciuffo mentre si specchia nell’iPad. “Mangiare una cosa che hai coltivato tu, ha tutto un altro sapore!”


Piano piano cominciamo a capire: ecco perché gli Ortinvista dell’Istituto Comprensivo Schiavinato sono così belli: i ragazzi sono tutti orticoltori pro 🙂 E quando coltivano l’orto a scuola si portano dietro i consigli saggi dei nonni, le loro risate sotto i baffi… e certe volte i nonni in persona: anche loro aiutano a curare gli orti di tutte le scuole, dalla scuola dell’infanzia dei marmocchietti alla scuola media dei grandoni.

ECOREPORTER in azione: documentare per capire, spiegare agli altri, riguardare e farsi quattro risate

E per chi vuole vedere con i suoi occhi come sono nati gli orti, c’è il lavoro degli ecoreporter! Il giorno in cui alcuni ragazzi hanno piantato semi o piantine, altri sono usciti con l’iPad, hanno fatto foto e interviste come dei veri giornalisti del verde. (Le foto di questo articolo sono tutte ©ecoreporter_Schiavinato.)

ECO=verde, ecologico + REPORTER=giornalista che va sul posto e racconta ciò che sta succedendo

A Giorgia è piaciuto molto intervistare i compagni orticoltori dell’altra classe; Michelle, che ama fare video con tanti programmi, ha realizzato una videointervista superprofessionale. Ebbene sì, questi ragazzi sono molto tecnologici perché la 1a D e la 1a E sono classi 2.0, cioè usano molto la tecnologia. Ma non solo, come si vede bene qui.

RIparare, RIusare, RIdurre, RIciclare: i rifiuti e la regola delle 4 RI

I nostri eco-ragazzi stanno usando la tecnologia anche per fare un tutorial che spiega a tutte le classi della scuola come fare la raccolta differenziata: sarà una guida per tutti gli alunni l’anno prossimo.
Un altro punto forte del progetto Eco-Schools sono infatti i rifiuti: pensate che gli alunni hanno studiato la piantina ufficiale di tutta la scuola per decidere dove mettere i cestini della raccolta differenziata. E sapete che cosa hanno deciso, insieme a prof e “bidelli”? FUORI dalle classi. Così, ci spiega Riccardo, nel tragitto fino al cestino ciascuno è obbligato a pensare dove gettare il rifiuto. Anzi, dovrebbe chiedersi: devo per forza buttare questa cosa? Si può riparare? Posso portarla a casa e, magari con un po’ di fantasia, riusarla? (Vedi anche Agenda 2030, Obiettivo 12; a proposito, Andrea ci mostra il loro e-book sull’Agenda dell’ONU).
Pensare prima di fare” riassume Riccardo “ridurre i rifiuti, non solo fare la raccolta differenziata”.

Un chilometro al giorno leva il medico di torno

“E poi c’è il chilometro!” ci racconta Claudio. Di che cosa si tratta? Ogni giorno i ragazzi della Schiavinato percorrono 1 km con gli insegnanti, un po’ correndo un po’ camminando. Ma non solo con il prof o la prof di Scienze motorie, no no: con qualsiasi prof. Anche con quello di Lettere, che magari mentre cammina… interroga!
Così non si corre il rischio di diventare dei pigroni di corpo e di mente, come a volte siamo stati in quarantena. Muoversi fa bene! E aiuta a conoscere l’ambiente che ci circonda.

Ma dove sono tutti? A camminare!

Giovani artisti alla ricerca di una mascotte

In una missione così coinvolgente, come poteva mancare la mascotte, il personaggino portafortuna? Abbiamo visto, sui tablet e sui quaderni della 1a D e della 1a E, delle invenzioni davvero fantasiose. Paolo, il nostro art-director (il capo dei grafici, a cui non va mai bene niente), ha detto che sono molto interessanti!
Qui sotto ne riproduciamo alcuni, un assaggio…

Sognare in grande: progetti per il futuro

E come tutti i progetti che si rispettano, anche questo della scuola Schiavinato non si ferma a oggi, ma guarda a domani, a dopodomani, al futuro! Andiamo per gradi. Ecco gli obiettivi dei nostri eco-ragazzi.

  1. Conquistare la bandiera verde di Eco-School. E poi tenersela, guadagnandosela ogni anno con qualcosa di green!
  2. Prossimo anno scolastico: diffondere il progetto ad altre classi della scuola (ora sono 3). Una volta risolto il problema dei rifiuti, occuparsi di risparmio energetico. Leo ed Enrico sono i guardiani delle luci: vanno in missione a spegnere le luci nell’atrio e aprire le veneziane alle finestre: pare funzioni! E non finisce qui: con un’app hanno contato e misurato i neon per calcolare quanto consumano.
  3. Idee per diventare più green:
    – Andare a scuola in bicicletta o a piedi: Giorgia è agguerritissima su questo punto. Basta auto.
    – Piantare alberi
  4. “Se inquiniamo meno,” dice Loris “in futuro, quando saremo grandi e avremo dei figli (che futuro lontano….) il pianeta sarà più pulito, il mondo sarà migliore”.

Ecco, è proprio così che funzionano le cose: prima una classe, poi due, poi tre. L’anno dopo tutta la scuola. E poi tutto il comune. E poi il comune accanto, e la città, e la regione… E tutto il mondo si colora di verde!

A proposito di rifiuti, gli eco-ragazzi hanno letto gli articoli qui sotto. Maia, Gaia e Michael dicono che sono divertenti e insoliti anche se parlano di cose serie. Grazie!

Eco-Schools: tutti insieme alla conquista della bandiera verde!

Scuole ecologiche: ecco che cosa sta accadendo in un istituto comprensivo che ha aderito al progetto.

Mi passi i bicchieri di zucca e le posate di alghe? Cinque sorprendenti alternative alla plastica

Cinque invenzioni dal mondo per sostituire la plastica usa-e-getta con sostanze naturali.

Sull’Everest per raccogliere rifiuti: eroi green ad alta quota

In due missioni, raccolte oltre 10 tonnellate di spazzatura sul monte più alto del mondo.