Eco-Schools: tutti insieme alla conquista della bandiera verde!

Eco-Schools: tutti insieme alla conquista della bandiera verde!

4 Maggio 2021 0 Di Giorgia

Quando scrivi per una rivista devi sempre stare con le orecchie dritte, annusare l’aria come un simpatico segugio (quei cani da caccia che annusano, guardano di qua e di là e poi ricominciano a trotterellare con il naso per terra) per trovare una bella storia da raccontare. Quella di cui vi parlo oggi, invece, è arrivata da sola con le sue gambette qui da noi in redazione. Toc, toc…

Ecco com’è andata.

Un giorno, sul profilo Instagram di VentiTrenta, abbiamo ricevuto un messaggio che cominciava così: “Buongiorno! Nella nostra scuola abbiamo avviato il programma Eco-Schools!”. I punti esclamativi però volevano dire: “Ciao! Ho una notizia super da condividere con voi… ecc.”. A noi il tipo era già simpatico, ci piacciono le persone che fanno le cose con entusiasmo, soprattutto se sono insegnanti. È così che abbiamo incontrato Riccardo, cioè il prof. Triolo, che insegna Lettere a San Donà in Veneto, e nella sua scuola è coordinatore dei progetti di Educazione ambientale. Alcuni di voi lo conoscono fin troppo bene, dato che lo vedono in classe quasi tutti i giorni. Agli altri dirò che ha due baffoni da hipster (quelli folti folti) e uno sguardo un po’ torvo (anche se non sapete cosa vuol dire TORVO, fidatevi del suono della parola); ma non badate alle apparenze! 🙂

Va bene, lo confesso, quando ho letto il messaggio non sapevo nulla di questo “programma Eco-Schools”, così mi sono subito andata a informare per non fare figuracce…

Per notizie su Eco-Schools, vai qui.

Il programma Eco-Schools: scuole verdi che aiutano il pianeta

Da dove si può partire per avere un mondo più verde, più attento alla natura, più ecologico? La risposta è facile: da voi, ragazze e ragazzi. Lo ha dimostrato Greta Thunberg, lo hanno dimostrato i Fridays for Future. E dov’è che voi passate tutti insieme molto del vostro tempo? A scuola (quella vera o quella in DAD). Ecco perché la FEE, Foundation for Environmental Education (Fondazione per l’Educazione Ambientale, un’ong con sede in Danimarca) coinvolge le scuole per sviluppare progetti e iniziative sull’ambiente e la sostenibilità.

Ma di che cosa si tratta in concreto? Entriamo nel dettaglio con il prof. Triolo.

Prof. Triolo, quando ha aderito la sua scuola al progetto Eco-School? Per quali motivi?

L’idea mi frullava per la testa già dai tempi dei Fridays for future, quando ancora potevo permettermi una gigantesca barba, che ho dovuto tagliare per via della mascherina! Mi dicevo: «Sono un prof, devo rispondere da prof a questa nuova sensibilità».
Così ho sollevato la questione in Consiglio di Istituto e ho ricevuto l’incarico di pensare a un progetto ampio di educazione ambientale. Mi sono imbattuto in Eco-Schools e, durante il primo lockdown, mi sono preso del tempo per sognare una scuola diversa.
Ho contattato FEE Italia e ho bussato al Comune della mia città. Ed eccoci qui.

Perché Eco-Schools e non un altro progetto?

Dei tanti progetti che si occupano di Educazione ambientale, Eco-Schools mi ha conquistato perché ha una dimensione internazionale. Esiste in oltre 70 paesi e coinvolge 59.000 scuole. E poi in palio c’è una certificazione vera e propria, una bandiera verde da conquistare e difendere sempre!


Certe cose vanno fatte in grande. Anche se si parte da piccoli passi, perché sono quelli che ci portano lontano.

Qual è stato, appunto, il primo passo?

Il primo passo è stato la creazione di un eco-comitato, una grande assemblea di prof, genitori, ragazzi e personale scolastico dell’Istituto comprensivo Schiavinato: tutti sono coinvolti nella conquista della bandiera verde. Ci incontriamo online e interagiamo in gruppi di discussione. Abbiamo votato un tema su cui concentrarci: rifiuti e raccolta differenziata. Con una app abbiamo creato un sondaggio, che è stato lanciato a tutte le famiglie della scuola. Una vera e propria indagine ambientale (è il secondo passo del programma Eco-Schools) che ci ha consentito di capire cosa fare. E di arrivare al terzo passo: il piano d’azione, vale a dire la lista di cose da fare. Sono moltissime…

Che cosa farete in concreto per rendere la vostra scuola ecologica?

Orti scolastici. L’iniziativa qui da noi ha un nome (Ortinvista) ed esiste già da tempo. Ma ora è cresciuta. I nostri ragazzi hanno fatto gli eco-reporter e hanno documentato il momento della semina, qui nel cortile della scuola, realizzando delle interviste.

Rifiuti. Abbiamo coinvolto Veritas, l’azienda che si occupa dei rifiuti nel nostro territorio, e abbiamo fissato una serie di incontri a distanza sull’economia circolare. L’obiettivo è ridisegnare il modo in cui tutta la scuola smaltisce i rifiuti. E lo stiamo facendo, stiamo acquistando contenitori in cartone riciclato da distribuire nelle aree comuni della scuola per differenziare i rifiuti e togliendo, dove possibile, i cestini dalle aule. Avete capito bene: non aggiungiamo, togliamo. L’obiettivo infatti deve essere produrre meno rifiuti possibile.

Mascotte. Abbiamo lanciato un concorso interno per l’ideazione di una mascotte ecologica che ci accompagni nel nostro percorso e che negli anni ci aiuti a convincere i giovanissimi ad adottare comportamenti corretti. Al concorso partecipano tutti i bambini e tutti i ragazzi dell’istituto comprensivo (scuole dell’infanzia, scuole primarie e scuola secondaria di secondo grado): ogni idea, ogni tecnica e ogni proposta sono ben accette!

Outdoor learning, imparare all’aperto! Le passeggiate nel cortile della scuola anche per rifarci della chiusura cui siamo stati costretti, le lezioni dedicate al riscaldamento globale, al dissesto idrogeologico, alla valorizzazione del territorio. E il coinvolgimento del Comune, che si è lasciato conquistare dal nostro programma e ci offre la sua piena collaborazione!

E a settembre parteciperemo come Istituto alla Settimana della Sostenibilità del Comune (che in tutta Europa è dedicata alla mobilità sostenibile): usciremo allo scoperto e daremo il buon esempio, raccontando alla città cosa stiamo facendo…

A che punto siete allora del programma Eco-Schools?

A buon punto: gli ultimi passi li stiamo compiendo tutti insieme. I collaboratori scolastici tengono controllata la raccolta differenziata, molti colleghi hanno affrontato il tema della sostenibilità anche nel corso delle lezioni, magari in Educazione Civica.

Del resto ormai è chiaro a tutti: il futuro è verde. O non è. Io dico sempre ai miei ragazzi: vedrete che da grandi lavorerete tutti, ognuno nel proprio settore, in questa direzione. Perché dove c’è un problema – e il problema c’è davvero – ci sono altrettante opportunità per superarlo. Basta sintonizzarsi sul fare, anziché sul dire.

Sapete cosa vi dico? Che questo progetto ci piace così tanto che la settimana prossima andremo a intervistare le alunne e gli alunni del prof. Triolo. Perché vogliamo sentire anche la loro voce!
Stay Tuned!

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