Vanessa Nakate, la voce di un intero continente: l’Africa

Vanessa Nakate, la voce di un intero continente: l’Africa

30 Settembre 2021 0 Di Pier

Care ventitrentiane e cari ventitrentiani, anche oggi parleremo di lotta contro il cambiamento climatico. “Ancora?” direte voi. Mi permetto di fermare subito le vostre proteste. Perché, innanzitutto, la salvezza del pianeta è e deve restare al centro dell’attenzione di tutti noi.

E poi perché oggi vi voglio parlare di qualcuno che il cambiamento climatico lo sta osservando da un punto di vista diverso, un punto di vista importante quanto gli altri, ma che ancora fatica a essere ascoltato. È quello di Vanessa Nakate, un’attivista di 24 anni nata e cresciuta a Kampala, la capitale dell’Uganda. Ok, vi dico dov’è…

Kampala è la capitale dell’Uganda, una nazione dell’Africa Orientale

Quindi, a ben vedere, Vanessa è l’espressione non di una, ma di due voci che spesso restano in secondo piano: quella delle donne e quella delle persone di colore che vivono in Africa.

Una notizia può non essere vera. E anche una foto!

Spesso commettiamo l’errore di pensare che le notizie che leggiamo siano sempre vere, perché sono pubblicate dai giornali. Allo stesso modo, siamo portati a ritenere sincera qualsiasi foto. Ma non è così. In realtà, ai giornalisti può capitare di raccontare una notizia ritagliandola a modo loro. Ugualmente, una foto può essere ritoccata eliminando degli elementi perché non compaiano. Come mai ve lo sto dicendo? Perché è esattamente quello che è successo a Vanessa Nakate.

L’anno scorso, la giovane attivista africana ha partecipato al World Economic Forum di Davos, un’importante incontro annuale per discutere dei problemi dell’ambiente. Ma nella foto di gruppo di tutti gli attivisti (tra i quali c’era anche Greta Thunberg) è stata tagliata fuori:

“In questa foto non avete cancellato solo me, ma la voce di un intero continente.”

È perché questo non succeda più, e perché anche voi possiate conoscere una delle voci più potenti e belle che si sono sentite nei giorni scorsi allo Youth4Climate di Milano, che oggi vi parlo della ragazza in questa foto qui.

Vanessa Nakate (© wikimedia commons)

UNA RAGAZZA PRONTA A SPICCARE IL VOLO

“Amore verde, pace verde!”

Vanessa si è laureata in economia a Kampala nel gennaio del 2019. E proprio in quello stesso mese ha iniziato a scioperare contro il cambiamento climatico. In particolare era molto preoccupata per l’aumento delle temperature nel suo Paese, attraversato tra ottobre e dicembre da un’ondata anomala di caldo (se volete approfondire il tema del riscaldamento globale cliccate qui). Seguendo l’esempio di Greta, Vanessa si è piazzata di fronte al parlamento ugandese con un cartellone simile a quelli che avete visto alle manifestazioni dei Fridays For Future di cui vi ha parlato pochi giorni fa Giorgia. Sopra c’era scritto: “Amore verde, pace verde!

Molti ragazzi hanno deciso di schierarsi al suo fianco e così insieme hanno fondato Youth for future Africa, un progetto che presto si è trasformato nel Rise Up Movement.

Disboscamento e siccità: l’Africa in pericolo

L’organizzazione di Vanessa si propone di sensibilizzare i più giovani sul problema ambientale, organizzando incontri nelle scuole. In particolare il movimento cerca di portare l’attenzione di tutti i governanti del pianeta sull’Africa, che spesso rimane fuori dai dibattiti.

E in particolare mira a combattere il disboscamento, soprattutto quello della foresta impenetrabile di Bwindi, al confine tra Uganda e Repubblica Democratica del Congo.

La foresta impenetrabile di Bwindi

Come vi ho anticipato, in questi giorni Vanessa era ospite a Milano, insieme all’amica Greta, per la tre giorni di Youth4climate, la riunione che anticipa la COP26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.

Nel suo discorso ha sottolineato che l’Africa “causa solo il 3% delle emissioni globali di anidride carbonica, ma paga molto più degli altri continenti le conseguenze dei cambiamenti climatici”. Il problema ambientale è quindi anche una questione razziale e di uguaglianza di diritti tra nord e sud del mondo (obiettivo 10 dell’Agenda 2030). Questo, infatti, è uno degli slogan più famosi di Vanessa:

“Non si può avere giustizia climatica senza giustizia razziale. Non è giustizia se non include tutti.”

A ognuno il proprio ruolo

A Milano, Greta e Vanessa si sono unite nel criticare i politici, che devono smettere di parlare e cominciare ad agire. Credo che tutti quanti abbiate sentito il “Bla… bla… bla…” di Greta che ha già fatto il giro del mondo. Come sempre, il suo intervento ha scatenato anche tante voci contrarie, che la accusano di fare chiacchiere nello stesso modo dei governanti.

Ecco, io credo che ci sia un enorme errore alla base, ossia l’idea che voi e i governanti abbiate lo stesso ruolo; solo chi la pensa così può considerare inutili le manifestazioni contro il cambiamento climatico e criticare i giovani leader del movimento. La verità è che ognuno ha il proprio ruolo.
Da sempre, chi protesta ha il compito di mettere in evidenza un problema, di gridare quando vede che un diritto non è rispettato. Può, se è capace, fare delle proposte, ma non è la sua funzione.
Trovare le soluzioni spetta a chi ci governa. Troppo spesso, però, quelli che hanno questo potere giudicano inutili le proteste. Ma la critica è un diritto come tutti gli altri. E non solo, la critica è già un’azione. Ce lo insegna la Storia, che è piena di esempi in cui le manifestazioni sono state la prima spinta per cambiare le cose in meglio. 

La bandiera dell’Uganda

Come la gru coronata, l’uccello simbolo dell’Uganda

Lo sapete cosa c’è al centro della bandiera dell’Uganda, il paese di Vanessa? Il disegno di una gru coronata, un uccello tipico di quella nazione. Ve lo dico per una ragione precisa: la gru coronata per riuscire ad alzarsi in volo deve fare prima una bella corsa. Ecco, è proprio così che dovete immaginare le manifestazioni per l’ambiente di Vanessa e di tutti gli altri giovani del pianeta: come una corsa per spiccare il volo verso un mondo diverso.

Ecco due gru coronate pronte al decollo!

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Illustrazione © Lucia Conversi.
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