La salute è un diritto di tutte e di tutti (?)

La salute è un diritto di tutte e di tutti (?)

7 Giugno 2021 0 Di Francesca

Ormai molti di voi sono dei veri esperti di obiettivi dell’Agenda 2030, perciò se dico Obiettivo 3 sapete già che parliamo di salute e benessere; anzi, di “salute e benessere per tutti e per tutte le età”. Per convincervi che è un obiettivo importantissimo, parto da un’esperienza molto concreta che mi è capitata e mi ha fatto molto riflettere.


La vicenda ha a che fare con la malaria, una malattia che avete magari sentito nominare ma della quale probabilmente non sapete molto. Tranquilli, ventitrentiane e ventitrentiani, non siete gli unici: temo che anche molti degli adulti che vi circondano ne sappiano poco. Io ho cominciato a informarmi due anni fa, prima di un viaggio in Ghana, quando eseguii la profilassi (=cura preventiva, cioè che si fa per evitare di prendersi una malattia) antimalarica.

Avere la malaria e ricevere le cure giuste

Ecco che cosa mi è capitato: un paio di settimane fa, mia figlia è rientrata febbricitante da Aden in Yemen, dove lavora per un’agenzia delle Nazioni Unite. Ah già, che sbadata! Voi la conoscete già! È quella che avete intervistato nell’articolo in fondo alla pagina: in quel momento era ancora ad Aden e non sapeva che da qualche parte intorno a lei stavano nascendo delle zanzarine pericolose…
Quando mia figlia è rientrata con la febbre, noi tutti temevamo che avesse il Covid-19, anche se i molteplici tamponi negativi sembravano escluderlo… e invece le è stata diagnosticata la malaria (come a lei, anche ad altri tre colleghi ad Aden). Prontamente curata nel reparto di malattie tropicali dell’ospedale di Negrar qui vicino a Verona, dopo due giorni è stata dichiarata ufficialmente guarita e in pochi giorni si è completamente ristabilita.
Immaginate che sospiro di sollievo!

Avere la malaria e non potersi curare

Appena passato il pericolo, però, ho provato anche forte disagio e grande tristezza, perché so bene che in molti paesi della fascia tropicale la malaria è a tutt’oggi un’epidemia molto grave che ogni anno colpisce circa 500 milioni di persone e causa oltre mezzo milione di morti, in particolare bambini e donne incinte.

Vogliamo subito fare un confronto? La pandemia da Covid-19 che sta sconvolgendo la nostra vita ormai da più di un anno, al punto che sui nostri media pare non si parli d’altro, ha finora causato 3,3 milioni di morti: tanti, tantissimi, ma la malaria ne causa tuttora mezzo milione ogni anno! Perché ce ne interessiamo così poco nonostante la sua gravità? Perché sappiamo come curarla ma permettiamo che mieta ancora tante vittime nei paesi più poveri? Perché mia figlia qui in Italia è stata curata ed è guarita mentre tante persone altrove muoiono? 

Siamo davvero tutti uguali?

Per realizzare l’obiettivo 3 dell’Agenda 2030 tutti i paesi sono tenuti ad impegnarsi perché la salute dei loro cittadini, bambini, giovani, adulti e anziani, uomini e donne, ricchi e poveri, sia garantita da un sistema sanitario (l’insieme di ospedali, ambulatori, farmacie) pubblico efficiente e il più possibile gratuito. E allora a me sorgono delle domande che non mi lasciano tranquilla:

  •  vi pare giusto che ci siano ancora molti luoghi nel mondo in cui – per mancanza di medicinali, vaccini, ospedali, medici e infermieri – si muore di malattie che siamo in grado di curare? 
  • non è terribile che ogni anno continuino a morire più di sei milioni di bambini prima di compiere 5 anni perché non ricevono vaccini e cure? 
  • il grande spavento preso con la pandemia da Covid-19 ci renderà più attenti al diritto universale alla salute? 
  • i paesi più ricchi si impegneranno davvero nello sforzo solidale di potenziare i sistemi sanitari dei paesi più poveri? Qualche segno di speranza c’è, noi ci crediamo!

Che cos’è la malaria? In quali Paesi è presente?


La malaria: è una malattia infettiva (gli inglesi la chiamavano “marsh fever”, cioè “febbre della palude”, i francesi la chiamano tuttora “paludisme”) causata da parassiti monocellulari. Se non riconosciuta e curata può portare alla morte. Si trasmette all’uomo con la puntura di zanzare femmine del genere Anopheles che si infettano succhiando il sangue di un individuo contagiato e che inoculano il parassita, presente all’interno delle loro ghiandole salivari, in un altro soggetto diffondendo così la malattia. 

La malaria è endemica (= costantemente presente) in molte zone tropicali e sub-tropicali dell’Africa (90% dei casi), dell’Asia, dell’America Centrale, dell’America Latina, dell’Oceania e dei Caraibi. Complessivamente quasi metà della popolazione mondiale, soprattutto quella residente in paesi poveri, vive in aree a rischio di malaria.

  • Per prevenire la malaria occorrono zanzariere e insetticidi adeguati
  • per individuarla centri sanitari dove eseguire analisi del sangue
  • per curarla varie medicine specifiche
    ma tutto questo nei paesi poveri non è affatto garantito. Si dice che la malaria è la malattia della povertà, che rende i poveri ancora più poveri: l’infezione non curata, quando non uccide, indebolisce la persona e la rende poco produttiva sul lavoro, impoverendo anche la sua famiglia, la sua comunità e le nuove generazioni. 

Passi avanti nella cura alla malaria

Ci sono paesi in Africa in cui l’attenzione per mamme e neonati, le vittime più frequenti dell’infezione malarica, si sta intensificando e uno di questi è il Ghana. Ho una testimonianza diretta su questo: pochi mesi fa la mia amica Emma, infermiera professionale alla clinica universitaria di Accra (capitale del Ghana) ha avuto un bimbo. Ecco un paio di foto che mi ha mandato.

Vedete? Emma è una mamma prudente ed esperta, si è protetta durante la gravidanza e ha protetto il suo bambino fin dalla nascita. Con una semplice zanzariera nelle ore più pericolose (crepuscolo e notte) in ogni famiglia si possono proteggere i più deboli!

Vi dicevo prima che c’è qualche motivo di speranza per il miglioramento della salute di tutti. Eccone uno: negli ultimi anni l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)e diverse associazioni internazionali hanno deciso di impegnarsi nell’attuazione di programmi di lotta e controllo della malaria (distribuzione di zanzariere, insetticidi, medicinali, molta informazione) e si cominciano già ad ottenere importanti risultati.



Per evitare la malaria nelle zone a rischio: zanzariere, repellenti antizanzare sulle mani e sui vestiti, pantaloni e maniche lunghe, insetticidi, disinfestazione, no acqua sotto le piante (le zanzare si annidano dove c’è acqua).

Il Network Italiano Salute Globale: una bella iniziativa di solidarietà

Network Italiano Salute Globale: ve ne parlo perché anche questo secondo me è un motivo di speranza! Si tratta di una rete a cui aderiscono 11 ONG (organizzazioni non governative) italiane impegnate in attività a favore del rispetto della dignità dell’uomo e per il riconoscimento dei suoi diritti fondamentali, in primo luogo quello alla salute; il governo italiano garantisce un contributo importante a questa rete. Nel corso degli anni queste organizzazioni hanno capito che il modo migliore di lavorare per l’obiettivo 3 di Agenda 2030 è dar vita a progetti per combattere le tre principali epidemie che colpiscono l’umanità: Aids, tubercolosi, malaria. Ovviamente in questo ultimo anno si occupano anche della pandemia da Covid-19 e si impegnano, ad esempio, a far arrivare al più presto i vaccini nei paesi a basso reddito non in grado di acquistarli per le loro popolazioni. 

Ecco, secondo me è proprio bello e dà speranza sapere che tanti cittadini e cittadine italiani (e per fortuna anche di tanti altri paesi) si danno da fare in prima persona per questi obiettivi senza aspettarsi che solo lo stato se ne occupi: vuol dire che i giusti propositi elencati nell’Agenda 2030 non restano sulla carta, ma sono entrati nelle coscienze di tanti uomini e donne e li spingono all’azione!

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