COP26: tutti a raccolta contro l’emergenza climatica

COP26: tutti a raccolta contro l’emergenza climatica

15 Novembre 2021 0 Di Giorgia

COP26. Da un po’ di giorni questo codice segreto risuona ovunque, di qua e di là. L’ho sentito alla radio, in tv, lo leggo sui giornali e su internet, se ne parla in giro. Come tutti i codici, ti fa subito venire voglia di decifrarlo: cosa vorrà mai dire COP26? Non provate a indovinarlo, è impossibile: ve lo rivelo io.

CO = COnferenza, riunione, e fin qui ci siamo; P = Parti; le parti sarebbero gli Stati che fanno “parte” dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, cioè 193 paesi in tutto.
Le COP sono quindi riunioni dei rappresentanti di molti paesi del mondo… che discutono per trovare insieme delle soluzioni contro il cambiamento climatico.

26 perché questa è la ventiseiesima conferenza sul clima organizzata dall’ONU. Si è tenuta a Glasgow, in Scozia, dal 31 ottobre al 12 novembre, cioè è appena finita.

Uragani, inondazioni, bombe d’acqua: le conseguenze del cambiamento climatico

Nei giorni scorsi, oltre a COP26, c’era un altro argomento che si incontrava ovunque su giornali, tv, internet: l’uragano Apollo si è abbattuto sulla Sicilia e ha provocato allagamenti a Catania e a Siracusa. Intere vie sommerse dall’acqua, auto che galleggiavano…

Sembrava proprio che la Terra dicesse alle persone della COP26: “Vedete cosa succede? La situazione è urgente, datevi da fare!”. Perché, come abbiamo studiato, questi fenomeni estremi e violenti del clima sono una conseguenza del riscaldamento globale.

Vedete cosa succede? La situazione è urgente, datevi da fare!

L’uragano o medicane Apollo. Medicane è una parola nuova che indica gli uragani del Mediterraneo: viene da MEDIterraneo + hurriCANE (hurricane=uragano in inglese)

Per le strade di Glasgow, la COP dei giovani

E mentre i rappresentanti delle Nazioni Unite discutevano, mentre in Sicilia la pioggia si abbatteva violenta, per le strade di Glasgow una marea di ragazze e ragazzi diceva “Per una buona volta, basta con le parole. Vogliamo vedere i fatti.” Alla guida della manifestazione c’era Greta Thunberg insieme a Vanessa Nakate, di cui vi ha parlato Pier. E, dalla Colombia, è arrivato anche Francisco Manzanares, che vi ha presentato qualche tempo fa Giovanna. Il futuro è loro, il futuro è vostro, è comprensibile e giusto che vi stia a cuore.

Questi manifestanti per le vie di Glasgow dicono ai politici della COP26: “Vi vediamo, eh?”.

Barack Obama si rivolge ai giovani

L’ex-ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha incontrato i ragazzi e le ragazze che si sono ritrovati a Glasgow. Ha riconosciuto che i capi degli stati del mondo non hanno mantenuto i loro impegni, insomma ha denunciato gli errori dei “grandi”, e ha detto ai giovani una cosa su cui riflettere: “L’impazienza di voi ragazzi e ragazze è fondamentale per spingere i leader del mondo ad agire per affrontare l’emergenza climatica. Ma è importante poi trasformare la rabbia e l’insoddisfazione in qualcosa di positivo, di costruttivo.”

E il ministro polinesiano fa il suo collegamento in acqua

Il ministro di Tuvalu, un paese della Polinesia, ha deciso di fare il suo intervento così.

© Ministry of Justice, Communication and Foreign Affairs, Tuvalu Government

Il messaggio è forte e chiaro: ragazzi, se non ci sbrighiamo a dare un taglio all’inquinamento e a tutte le cose che fanno aumentare la temperatura, noi finiamo sott’acqua.
Dato che sulla Terra fa sempre più caldo, infatti, i ghiacci dei Poli si sciolgono; l’acqua va a finire nei mari e i mari si innalzano sempre più. Le città sulle coste e le isole rischiano di essere sommerse.
Tuvalu è uno stato composto da nove atolli, di cui due sono già quasi completamente sott’acqua… E non è certo l’unico!

Che cosa si è deciso alla conferenza per il clima

Nel frattempo gli stati discutevano, discutevano senza riuscire a mettersi d’accordo. La riunione doveva finire il 12, ma i rappresentanti hanno continuato a confrontarsi per tutta la notte successiva, come i calciatori nei tempi supplementari… Alla fine ecco cosa si è deciso.

01


Massimo 1,5 gradi

Bisogna impegnarsi a NON far crescere le temperature più di 1,5 gradi rispetto alla fine del Settecento.

02


Ridurre il carbone

“Bene!” direte voi. In realtà invece quel “ridurre” è saltato fuori all’ultimo momento, dopo ore di discussioni. L’hanno messo al posto di “eliminare”! C’è una bella differenza tra 0 caramelle (che vuol dire mai più caramelle) e
1 caramella ogni tanto… Le parole sono importanti, lo sappiamo noi di VentiTrenta.

Il carbone è il combustibile fossile più inquinante di tutti e andrebbe eliminato completamente per combattere il riscaldamento climatico.

03


Denaro per i paesi poveri

I paesi ricchi a partire dal 2020 dovevano dare ai paesi poveri del denaro per aiutarli a combattere il cambiamento climatico. Non lo hanno fatto. Nella Cop26 hanno rimandato al 2023!
Tenete conto che i paesi più ricchi sono i più responsabili del riscaldamento climatico e quindi è giusto che paghino, non trovate?

04


Ridurre le emissioni di metano

Entro il 2030 le emissioni di metano dovranno essere ridotte del 30%. Il metano è molto inquinante, quindi questa è una buona cosa.

05


Fine della deforestazione entro il 2030


100 paesi, tra cui Cina e Brasile, hanno promesso di porre fine alla deforestazione entro il 2030 e hanno messo a disposizione denaro per ricostituire le foreste e sostenere gli indigeni che ci vivono. Un’altra buona notizia.

  • Ma queste promesse saranno mantenute? La parole diventeranno fatti?

E quindi, in conclusione?

Eh, in conclusione i risultati sono deludenti, diciamocelo. Speravamo in qualcosa di più risolutivo; bisogna avere il coraggio di dire BASTA ai combustibili fossili e combattere tutti insieme contro il riscaldamento globale. Pare proprio abbiano ragione quei ragazzi e quelle ragazze che per le vie di Glasgow dimostravano la loro rabbia: da Greta che accusava i politici di dire solo bla-bla-bla (che a me non piace molto ma purtroppo devo riconoscere in questo caso è efficace…) a Vanessa Nakate che ricordava ai paesi ricchi che hanno un debito con l’Africa, a tutti quelli che vogliono un mondo diverso per il loro futuro. E vorrebbero tanto vedere le cose cambiare.

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