22 aprile: oggi è l’EARTH DAY, la Giornata della Terra

22 aprile: oggi è l’EARTH DAY, la Giornata della Terra

22 Aprile 2021 0 Di Micaela

Hai mai giocato a cercare Wally? Wally è uno spilungone con gli occhiali, il berretto e la maglia a righe bianche e rosse che si nasconde dentro scene illustrate affollatissime di centinaia di personaggini e oggetti… è una vera sfida trovarlo. Ogni tanto, bam!, hai il colpo d’occhio e lo individui subito; altre volte, invece, non c’è verso di scovarlo… Sapete che cosa faccio a quel punto? Prendo il libro e lo giro al rovescio. Cambio punto di vista: guardo la pagina da un’altra angolazione, che me la fa apparire come nuova… e ta daaaaa! Lo trovo (quasi) sempre. Che cosa c’entra tutto questo con la Giornata della Terra? 
Per scoprirlo, vieni con me in un viaggio “extraterrestre”…

Blue Marble: la foto della Terra che ha cambiato per sempre il modo di guardarla

Proviamo a fare la stessa cosa di Wally con la Terra. No, non capovolgerla, ma guardarla per una volta da un’altra visuale: non quella di chi ci sta attaccato sopra con i piedi, ma quella di chi la osserva da fuori, dallo spazio. Il punto di vista degli astronauti:

Questa foto è stata chiamata Blue Marble, cioè “biglia blu”, perché la Terra sembra proprio una biglia… e di quelle preziose, che vince solo chi è davvero bravo.
©NASA/Apollo 17 crew

Questa che stai vedendo è una foto storica, scattata ormai quasi 50 anni fa (nel 1972) dall’equipaggio della navicella spaziale Apollo 17: è stata una delle prime immagini in cui la Terra è visibile per intero, completamente illuminata. Nessuno l’aveva mai vista così. E vederla così ha cambiato per sempre il modo di guardarla… In che senso? Ve lo faccio dire da chi nello spazio c’è stato per davvero: 

A me è sembrato di vedere una nave in viaggio nell’Universo, non ci sono confini. Se c’è un confine importante, quello è l’atmosfera, visibile alla sera quando il Sole cala e si vede questa piccola linea blu che sembra la nebbiolina in Val Padana. Se non ci fosse quel confine, noi non saremmo qui. Forse dovremmo fare attenzione a quel confine perché ci divide dal vuoto dell’Universo. 
È paradossale come tu arrivi in orbita da terrestre e diventi extraterrestre ed è la prima volta che guardi la Terra e dici quella è casa mia. Guarda com’è bella, guarda com’è unica ma guarda anche com’è delicata
.

Paolo Nespoli, astronauta italiano

Vedere la Terra così, però, non ha colpito solo gli astronauti. Per la prima volta le persone di tutto il mondo hanno potuto vedere il nostro Pianeta in tutta la sua bellezza e insieme la sua fragilità: eccola lì, quella piccola sfera sospesa nel vuoto nero e freddo dell’universo. E sopra ci siamo NOI (tutti, senza confini!). La gente allora ha iniziato a pensare: «Non dovremmo prendercene un po’ più cura?». Ecco perché Blue Marble è considerata una tappa importante nella storia del movimento ambientalista, delle manifestazioni e delle proteste in difesa dell’ambiente. 
Ma ha potuto avere quell’effetto perché è caduta come un semino su un terreno già pronto a riceverla…

22 aprile 1970: il primo Earth Day della storia

Due anni prima, il 22 aprile del 1970, era avvenuto qualcosa di storico: 20 milioni (!) di americani erano scesi nelle strade per manifestare chiedendo aria e acqua pulite. 20 milioni! È come dire, oggi, 1 italiano ogni 3. Fu il primo Earth Day della storia.


Oggi l’Earth Day non è più “solo” americano, è mondiale: la settimana del 22 aprile in tutti i paesi del mondo si puliscono boschi e spiagge dai rifiuti, si piantano alberi, ma soprattutto si parla, si spiega, si discute, si cerca di diffondere il più possibile la conoscenza e la consapevolezza delle sfide ambientali che ci aspettano.
Non c’è il minimo dubbio, come ho detto tante volte qui sulla rivista, che ognuno nel suo piccolo può fare la differenza, ma l’Earth Day è proprio la festa dell’azione “collettiva”, la forza delle persone che si mettono insieme e insieme provano a cambiare il mondo. Non a caso quest’anno la maratona multimediale di interventi organizzata da EarthDay Italia (sul canale televisivo digitale RaiPlay) ha come hashtag:

#OnePeopleOnePlanet

Il tema dell’Earth Day 2021 è “Rimettiamo in salute la Terra”

Vuoi saperne di più sull’Earth Day?

Prima dell’Earth Day: 1969, tonnellate di petrolio nei mari della California

C’è sempre la famosa “goccia che fa traboccare il vaso”, un evento che fa scoppiare una situazione già problematica ma che, fin a quel momento, aveva resistito così. Nel caso dell’Earth Day la goccia è stata di… petrolio.
L’anno prima, nel 1969, a Santa Barbara (California) una piattaforma petrolifera era scoppiata riversando in mare tonnellate di petrolio per 11 giorni consecutivi e uccidendo uccelli marini, delfini, leoni ed elefanti marini. La gente rimase scioccata: quando l’onda nera arrivò sulla spiaggia, centinaia di volontari si mobilitarono per cercare di salvare gli uccelli con le ali incatramate, per ripulire le rocce, mentre i telegiornali trasmettevano le immagini in tutto il paese, ponendo in primo piano il problema dell’inquinamento.

… e il danno dei pesticidi chimici

Gli americani, per di più, erano già preoccupati per un altro tipo di inquinamento: nel 1962 una biologa americana aveva pubblicato un libro intitolato Primavera silenziosa: dov’era finito il canto degli uccelli e il ronzio degli insetti? La denuncia era contro l’uso di pesticidi chimici nei campi, che poneva anche il problema dei danni che potevano provocare alla salute umana. 

Come stiamo trattando la nostra “casa comune”?

Vogliamo dare un occhio più da vicino a Blue Marble? Lasciamoci guidare dai colori. 
• Prima di tutto c’è il BLU: è il blu dei mari e degli oceani che lo ricoprono per oltre 2/3… non per niente la Terra è chiamata Pianeta Blu. Quante specie vivono in quelle acque! Enormi come i capodogli, o minuscoli come il plancton, e alcune ancora sconosciute che popolano gli abissi più bui…
• Poi c’è il MARRONCINO, con tutte le sue sfumature: sono le terre emerse, quelle che ci ospitano, con la grande varietà dei loro ambienti, dai ghiacci dell’Antartide alle zone temperate, alle giungle equatoriali fino ai deserti
• E infine il BIANCO delle nubi che si muovono nell’atmosfera e che sono l’elemento “visibile” di un sistema molto più complesso fatto di venti, umidità, temperatura: il clima  

La parte superficiale della terra (litosfera), le acque (idrosfera) e la parta bassa dell’atmosfera formano la biosfera, cioè l’insieme di tutte le zone abitabili della Terra, con anche gli esseri viventi che ci abitano… quindi anche noi.

L’Antropocene: l’Era dell’Uomo

L’essere umano è solo una delle specie che abita la biosfera, ma è quella che ha un impatto maggiore, l’unica in grado di modificare profondamente l’ambiente e gli ecosistemi. Tanto che alcuni studiosi hanno proposto di parlare di una nuova era geologica per il nostro Pianeta: l’Antropocene, l’Era dell’uomo. Purtroppo non c’è molto di cui vantarsi: gli effetti dell’uomo sul Pianeta sono per la maggior parte negativi….

… e i suoi effetti negativi

Torniamo ai colori di Blue Marble per vedere come l’uomo li sta “sporcando”:

• Nel BLU di mari e oceani l’uomo pesca troppo, non lasciando alle specie il tempo di riprodursi; pesca male, sia perché caccia solo certi pesci, creando degli squilibri negli ecosistemi (dove per esempio vengono a mancare i predatori), sia perché usa tecniche, come le reti a strascico, che rovinano i fondali. E poi sta riempiendo il mare di plastica! (vedi Agenda, Obiettivo 14)

• il MARRONCINO delle terre emerse è… sempre più marroncino: dov’è finito il verde delle foreste? L’uomo disbosca e disbosca, per costruire e coltivare. Non pensa al fatto che gli alberi sono nostri alleati contro il cambiamento climatico perché assorbono l’anidride carbonica… Oltre al fatto che ospitano la maggior fetta di biodiversità terrestre (vedi Agenda, Obiettivo 15

• Il BIANCO delle nubi sta diventando… grigio. Quella sottilissima pellicolina (l’atmosfera) che, come diceva Paolo Nespoli, è l’unica barriera che ci separa dal freddo dell’Universo, la stiamo riempiendo di gas come anidride carbonica e metano, creando un cappotto che riscalda troppo la Terra. Le conseguenze sono disastrose per i mari, per l’avanzata dei deserti, per lo scioglimento dei ghiacci… (vedi Agenda, Obiettivi 13 e Obiettivo 7

Insomma, il rischio è che l’Era dell’Uomo finisca come quella dei dinosauri. I dinosauri non ci sono più, la Terra c’è ancora. Quelli che rischiano di estinguersi siamo noi: stiamo provocando dei cambiamenti che noi stessi non saremo in grado di affrontare. Abbiamo ancora un po’ di tempo per cambiare le cose, ma bisogna farlo in fretta. Iniziamo, allora, cambiando il nostro punto di vista: guardiamo la Terra non con gli occhi di un inquilino in affitto, ma con quelli consapevoli di chi sa che la Terra è la nostra unica casa: non ce ne sono altre.

E tu?

Forse in classe parlerete della Giornata della Terra, ma se non fosse così, ti lascio qualche idea per “festeggiarla”:
• se ti rendi conto di non saperne abbastanza, potresti guardare la sezione della rivista dedicata all’Agenda 2030 dell’ONU, che è appunto una sorta di “agenda” su cui gli Stati hanno segnato le cose importanti da fare anche per salvaguardare il nostro Pianeta.  
• se sei già informato, fai qualcosa per informare gli altri: potresti preparare un volantino digitale da condividere con i tuoi amici, o sulla Giornata della Terra o su uno dei problemi ambientali che senti più vicino.
E infine: ricorda che la Giornata della terra è TUTTI I GIORNI!

Per scaricare la scheda interattiva (fronte/retro), clicca qui.


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