Avremo presto (speriamo!) un nuovo diritto: il diritto all’ambiente

Avremo presto (speriamo!) un nuovo diritto: il diritto all’ambiente

16 Giugno 2021 1 Di Micaela

Se vi chiedo “Che cosa è successo l’8 giugno?”, molti di voi, senza nemmeno pensarci, risponderanno: “È finita la scuola!”. Per qualcuno, in realtà, era finita già qualche giorno prima, e per chi ha gli esami di terza media non è ancora proprio finita, ma insomma…

Però quel giorno, mentre la maggior parte di voi salutava compagni e insegnanti, stava succedendo qualcosa di molto importante anche in Parlamento, il luogo dove si decidono le leggi del nostro Paese: è iniziata una discussione per decidere se inserire la tutela (difesa) dell’ambiente nella nostra Costituzione.
Il giorno dopo, il 9 giugno, hanno fatto una prima votazione… e ha vinto il SÌ!

Il “diritto all’ambiente” entra nella Costituzione

Intendiamoci: non vuol dire che fino a questo momento una persona poteva provocare dei danni ambientali senza essere punita. Esistono tantissime leggi che vietano, per esempio, di abbandonare i rifiuti in giro, di riversare sostanze velenose nei fiumi, che permettono di girare solo alle automobili meno inquinanti ecc.

Ma qui parliamo di scriverlo DIRETTAMENTE NELLA COSTITUZIONE! La Costituzione è la legge fondamentale del nostro Paese, quella su cui si basano tutte le altre leggi. Vuol dire riconoscere che l’ambiente non è qualcosa di secondario ma uno dei valori in cui crede l’Italia. E, soprattutto, che è un DIRITTO di ogni cittadino.

L’ambiente è un BENE di tutti

Di solito si pensa all’ambiente “solo” come a un dovere, un insieme di azioni che bisogna o non bisogna fare: bisogna proteggere gli animali, bisogna salvaguardare la biodiversità, non bisogna distruggere gli habitat…
Tutto verissimo, ma la proposta di inserire l’ambiente nella Costituzione parte da un altro punto di vista, a cui forse non siamo abituati a pensare:
• l’ambiente è un BENE, cioè un insieme di cose preziose: acqua, aria, suolo, natura, biodiversità, energia.
• è un BENE COMUNE, cioè appartiene a ognuno di noi e a tutta l’umanità nel suo insieme
• ognuno di noi ha il DIRITTO inalienabile (cioè che nessuno può togliergli) di avere a disposizione questo bene, anche perché è fondamentale per la nostra SALUTE
Al cittadino italiano, in poche parole, verrebbe riconosciuto un nuovo diritto, una cosa che gli spetta: il diritto a un ambiente sano, pulito, ricco di biodiversità. Vero che, messa così, si capisce meglio perché è un nostro dovere proteggerlo?

La notizia non ha avuto tantissimo spazio su giornali e in televisione, e si può anche capire perché: il percorso da fare è ancora molto lungo, mancano tanti altri passaggi e votazioni. Però, ormai lo sapete bene, noi di VentiTrenta crediamo che si possano raggiungere grandi traguardi proprio mettendo un passo dopo l’altro… e questo è stato un primo passo storico!

Vuoi saperne di più su come potrebbe cambiare la nostra Costituzione?

Che cosa dice ora la nostra Costituzione… e che cosa dirà

La proposta che è stata fatta è quella di modificare due articoli della Costituzione già esistenti (gli articoli sono i vari “punti” in cui è divisa la Costituzione).

Modifica all’articolo 9

Questo articolo è uno dei primi 12 articoli della Costituzione, che vengono chiamati “Princìpi fondamentali” perché sono quelli più importanti, da cui derivano tutti gli altri. Nell’articolo 9 si legge:

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Con la modifica, alla fine verrebbe aggiunto:

Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.

Non si parla più solo di paesaggio, cioè di “bellezza” naturalistica da ammirare, ma di ambiente in tutta la sua complessità. Non solo: si inserisce anche l’idea che l’ambiente è un BENE che dobbiamo “passare” a chi verrà dopo di noi (le future generazioni)

Modifica all’articolo 41

L’articolo 41 è un po’ più difficile, perché parla di economia, cioè dei modi e dei mezzi con cui si producono ricchezza e guadagno. Le parti in neretto sono le modifiche che si è proposto di aggiungere:

L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali.

Quello che si vuole dire è questo: le imprese e le aziende NON possono cercare di guadagnare attraverso attività che danneggino la nostra salute e l’ambiente (ancora una volta, le due cose vanno di pari passo!) e devono agire anche pensando alle questioni ambientali.

Il lungo percorso del ddl…

La tutela dell’ambiente non è ancora una legge vera e propria, ma un disegno di legge (ddl), cioè una proposta, un progetto. Deve essere analizzato, discusso, e alla fine essere approvato più volte per diventare legge. In questo momento, per esempio, è stato approvato dal Senato, che è una delle due “camere” in cui è diviso il Parlamento, ma deve passare anche dalla Camera dei deputati (che è l’altra camera).

… soprattutto se riguarda la Costituzione

In questo caso, poi, il percorso è ancora più lungo di quello di una legge normale, proprio perché riguarda la Costituzione: in essa sono contenuti i valori fondamentali del nostro Stato, conquistati a carissimo prezzo dopo la Seconda guerra mondiale, come il fatto che l’Italia è una democrazia e una repubblica. Per proteggerli, si è deciso quindi di rendere DIFFICILE cambiarli, proprio per evitare che per leggerezza si facciano modifiche che poi si rivelino sbagliate.

In questo caso, però, non abbiamo dubbi: è ora che l’ambiente sia un diritto fondamentale della persona umana!

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